M5S ago della bilancia del bipolarismo italiano?

Nel 2013 destabilizzarono l’alternanza csx/cdx, ora pare si sia aperta una nuova stagione

Alle elezioni politiche del 2013, reduci dalla lotta al Berlusconismo, il PD di Bersani ottenne per un soffio i voti necessari a governare. Pierluigi pose la mano verso i Grillini (all’epoca era molto più corretto di oggi come termine) in fondo chiedevano acqua pubblica, no al nucleare, redditto garantito, insomma istanze di sinistra.
Non ci è dato di sapere quali furono le considerazioni che portarono al rifiuto netto, i malpensanti diranno che è più facile far crescere il proprio consenso facendo opposizione… fatto sta che quel rifiuto ci condusse al governo Letta (con l’alleanza con i centristi e il nuovo centro destra di Alfano) che ci portò al governo Renzi. Ovvero alla crisi dell’identità del centro sinistra italiano e alla sua delegittimazione nei confronti del suo elettorato storico.
Ora, dopo la parentesi leghista, i 5stelle oltre al governo con il PD di Zingaretti, meditano su un’alleanza più a lungo raggio, in vista delle elezioni regionali, forti dell’auto esclusione di Renzi e dei renziani confluiti in Italia Viva, una riedizione più “shish” della Margherita di Prodi.
Ma se l’insofferenza dei renziani nei confronti dei 5stelle (ricambiata tra l’altro) rende complicata la partecipazione di Italia Viva a questa alleanza e il centro destra, forte dei voti di Salvini, andrà compatto, Renzi intende prendersi da solo il centro dello scacchiere?
Non è da escludere che se Berlusconi riuscisse a recuperare i voti delle anime più moderate dell’elettorato della lega, potrebbe uscire fuori lo spirito popolare che accomuna entrambe le formazioni.
Potrebbe configurarsi così un inedito tripolarismo nelle future elezioni politiche.

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