Jokermania e la lobby delle armi

Nelle sale il film cult con Joaquin Phoenix, molte le controversie

Una versione cinica e totalmente disillusa del nemico numero uno di Batman, un vinto in una società la cui unica strada è una caduta lenta e agognante verso la degenerazione più totale dell’uomo, la follia omicida che trova il pretesto nella sconfitta dell’uomo contro una vita spietata, resa intollerante dalla guerra di tutti contro tutti, una versione che ricorda The Killing Joke del maestro Alan Moore.
Il film, premiato tra l’altro a Venezia con il Leone d’oro, non è stato esente da critiche per la crudezza e per la violenza che mostra, a tratti inspiegabile ed estrema, in un paese, gli USA, dove negli ultimi anni troppo spesso le stragi nelle scuole o nei luoghi pubblici hanno riempito le pagine di cronaca.
Giustamente i primi detrattori del film sono stati i familiari di molte vittime della strage di Aurora, consumatasi durante la prima visione del film The Dark Knight Rises, prodotto sempre dalla Warner Bros, la stessa di Joker.
Molte di queste stragi spesso sono rese possibili dalla facilità con cui in molti stati della repubblica federale è possibile acquistare armi.
E sono proprio le armi il filo rosso che collega la Warner, casa produttrice del film del clown di Gotham, ad alcuni esponenti politici sostenuti economicamente in passato, a loro volta sostenuti e finanziati dalla NRA – National Rifle Assotiacion, la lobby delle armi più potente degli USA.
Luci ed ombre di un film che ha già riscosso moltissimo successo sin dai primi giorni al botteghino.

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