I Linea 77 pubblicano “Server Sirena”: «Nuova veste, stessa anima»

A quattro anni dall’uscita di Oh!, i Linea 77 tornano con il loro nuovo album, Server Sirena, disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Sei tracce per otto diversi featuring che uniscono alcuni dei migliori cantanti della scuderia INRI con la crew Machete. «Il progetto è nato in maniera molto spontanea. Io e Slait ci siamo trovati a chiacchierare durante il soundcheck del live di Salmo a Reggio Emilia. Gli ho detto “Slait, perché non facciamo qualcosa insieme ai Linea 77?”. Noi come band eravamo in un momento di stallo, nel senso che non avevamo pressioni da nessuno e ci sembrava figo collaborare con il mondo dell’hip hop. Slait si è gasato subito e la scintilla è nata così, quasi per scherzo» ha raccontato Dade durante la conferenza stampa.

Da questo nuovo progetto della band che esce dalla sua comfort zone e inserisce tanti elementi di novità nel sound, come l’elettronica, sono rimasti fuori diversi artisti: «In realtà doveva essere tutto in collaborazione con Machete, poi il progetto si è allargato, fino ad arrivare a questo risultato. Ci sono tantissimi artisti che non siamo riusciti a mettere dentro Server Sirena: Mezzosangue, che ci piace tantissimo, ma con cui non siamo riusciti a incastrarci. Un altro è Willie Peyote, che però abbiamo beccato in un momento di vari casini» ha sempre raccontato Dade, aggiungendo che tra gli artisti con i quali, invece, gli piacerebbe lavorare ci sono i Colle Der Fomento.

Quando si parla di Machete, Dade e Nitto raccontano che i membri della crew sono tutti amici. Di loro hanno tanto stima personale e soprattutto artistica. Ci sono però diversi artisti extra Machete, come Ensi, Samuel dei Subsonica e Caparezza: «Di tutti loro abbiamo profonda stima. Con Caparezza ci conosciamo da una vita. Ensi lo conosciamo da quando faceva freestyle ai Murazzi».

Sir Bob Cornelius Rifo ha delle skills uniche

Il disco è prodotto da Sir Bob Cornelius Rifo – aka The Bloody Beetroots – che è stato capace di restituire un respiro e un sound internazionale alla potenza della band, valorizzando le singole collaborazioni: «L’idea di collaborare con lui è venuta da Paolo. Un giorno ci ha detto “Perché non proviamo a sentire Bob?”. Lui ha un gusto molto affine al nostro sulla parte elettronica. Molto violento, hardcore. Io ho detto “Cazzo sì, proviamo!”. Quando l’ho sentito era gasatissimo, non ce lo aspettavamo».

Bob e i Linea 77 si sono scambiati delle idee per un mesetto, con la voglia da parte della band di staccarsi dalla loro storia, senza però rinnegarla. «Sentendo il risultato mi dico “meno male che a Paolo è venuta questa idea”. Noi ci siamo prodotti tanti dischi da soli, ma quelle skills le ha veramente solo Bob in Italia. È devastante com’è riuscito a tirare fuori dei suoni pazzeschi. Il disco, poi, è molto minimale. A livello tecnico è probabilmente il più facile che abbiamo scritto. Lui continua a ripeterci “Più roba mettete, meno suona. Meno roba mettete, più suonerà bene”. E così è stato» ha spiegato Dade.

Server Sirena è stato registrato a Torino, con una particolarità: Bob non era presente. «Questa è una produzione 2020. Noi ci siamo scambiati tutto su Whatsapp. Lui è sempre in giro. Il periodo più lungo in cui abbiamo lavorato “insieme” è stato mentre lui era a Los Angeles per quindici giorni. Ci siamo visti solo prima e dopo, mai durante» ha raccontato Nitto.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal tour di Server Sirena

I Linea 77 porteranno il loro nuovo album in tour con la prima data-evento prevista per il 6 novembre all’Alcatraz di Milano. Durante questo appuntamento si alterneranno sul palco gli artisti coinvolti nella creazione del disco. Ma come sarà questo disco, molto elettronico, suonato dal vivo? «Stiamo provando proprio in questi giorni. Ovviamente per la parte elettronica ci stiamo aiutando con delle basi. Sarebbe stupido nel 2020 fare finta che tutto questo non esista. Cerchiamo di suonare il più umanamente possibile, però in questi pezzi non si riesce del tutto. Quest’estate abbiamo fatto delle aperture ai concerti di Salmo e abbiamo provato due pezzi. Possiamo dirvi che sono delle cartelle incredibili».

Dade e Nitto raccontano di essere combattuti per le successive date del tour, alle quali non saranno presenti gli altri artisti. Secondo loro oggi mettere la voce di un altro artista in base è più accettato: «Sentire uno che canta la strofa di un altro è strano. Stiamo ragionando su come fare. Ma il pubblico oggi è abbastanza aperto da non darti fuoco se mandi la voce di un altro artista attraverso la base» ha spiegato Dade.

Linguaggi a confronto

Rispetto ai loro precedenti album, in Server Sirena ci sono meno messaggi sociali e politici. Loro, però, non pensano di essere riusciti a staccarsi totalmente da questo aspetto della loro musica: «Volevamo avere un linguaggio più facile e frivolo. Però alla fine, in effetti, non ci siamo tanto riusciti» ha raccontato Dade. «Ci siamo dati una regola: ragionare per immagini. Volevamo sviluppare certe situazioni che potevano essere visualizzate mentalmente leggendo e ascoltando la nostra musica» ha aggiunto Nitto.

Il disco, come già detto, unisce due mondi: quello dei Linea 77, più hardcore e potente, a quello del rap. Come racconta Nitto, la band ha deciso di puntare a mischiare le cose, facendo incontrare questi due mondi: «Noi apparteniamo a un altro genere musicale, ma è bello mettersi a confronto con persone che in questo momento stanno vivendo la loro epoca d’oro. Volevamo vedere in che modo reagiscono, anche nel sociale: come analizzano il mondo e toccano i problemi».

Il rapporto con i fan

Parlando della loro fan base, i due membri dei Linea 77 raccontano che spesso i fan storici vorrebbero un loro ritorno “ai vecchi tempi”. Loro, però, sono convinti che non si possa chiedere a nessuno di tornare a essere com’era prima.  «Io comunque sono sicuro che il disco verrà accettato bene, perché l’anima dei Linea c’è ancora. Si è vestita diversamente, ma in questo album la si sente perfettamente».

«Siamo dei vecchietti che si stanno divertendo e stanno facendo il cazzo che gli pare senza pressioni» ha detto Dade parlando del futuro dei Linea 77. «Abbiamo tutti quanti altre vite. Siamo genitori. La mia giornata è completamente diversa da quando facevamo cento concerti l’anno. È un momento in cui siamo veramente liberi dal concetto di dover fare qualcosa che deve essere assolutamente venduto o che deve piacere a tutti i costi. Abbiamo vent’anni di storia alle spalle, questa cosa non la sentiamo più».

Sempre parlando dei fan, i due artisti raccontano di voler mantenere non solo viva la loro musica, ma anche la grande famiglia che si è creata intorno alla band: «Ci sono tantissimi ragazzi che ci scrivono cose davvero emozionanti. C’è gente che si è tatuata il nostro nome. Noi siamo davvero importanti per loro. Se dovessimo riuscire a fare questa cosa con la nuova generazione, anche se fossero cinque persone, per noi sarebbe questo il vero successo».

Fonte: Billboard.it

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